Email spedita e consegnata.

Email spedita e consegnata.

Breve storia triste

Alcune settimane fa abbiamo chiesto una quotazione a 3 hotel della stessa zona e con caratteristiche simili per un soggiorno.

Il primo ha risposto dopo poco dicendoci che purtroppo per quelle date erano al completo, il secondo ha inviato il suo preventivo il giorno seguente, del terzo nessuna traccia.

Alla sera del giorno dopo abbiamo effettuato la prenotazione nell’unico hotel che ci aveva risposto dando disponibilità.
Il giorno precedente alla nostra partenza, mentre ci trovavamo a testare una newsletter per un cliente, abbiamo aperto la cartella spam della nostra casella di posta e in tutta quella spazzatura c’era la mail del terzo hotel tra l’altro con una quotazione molto vantaggiosa rispetto alla nostra prenotazione, ma oramai era troppo tardi.

Lo Spam

Questo piccolo aneddoto per ricordare di prestare particolare attenzione riguardo le comunicazioni che inviamo ogni giorno nell’ambito del nostro business: è bene sincerarsi non solo che le email che spediamo arrivino ai destinatari, ma che arrivino nella Inbox (Posta in arrivo) e non nella cartella Spam.

Lo Spam è una piaga e si stima che più della metà del totale dei messaggi scambiati ogni giorno nel mondo sia spazzatura.

E’ facile finire in spam

Per tentare di arginare la montagna di messaggi spazzatura, i principali provider che smistano la maggior parte di questi messaggi, hanno adottato nel tempo misure sempre più restringenti.

La possibilità di finire in spam è sempre più alta, a meno che, prima di inviare il nostro messaggio, non si adottino delle accortezze: non soltanto tecniche o da sistemisti, ma spesso sono regole di buon senso e a volte anche molto semplici da applicare. Di seguito te ne elenchiamo alcune.

Come non finire in spam

E’ bene ricordare di inserire sempre un oggetto, usare una firma il più semplice possibile meglio senza immagine ma se proprio va inserita che sia ospitata in un server sicuro. Oltre a questo evitare di usare un tono commercialmente troppo aggressivo come ad esempio abusare di parole tipo gratis, offerta, e così via. Evitare di inserire tanti destinatari in un unico invio e peggio in CC quindi con tutta la nostra lista visibile.

Inoltre ci sono molti aspetti tecnici da tenere in considerazione, uno di questi è la IP reputation o reputation scoring del nostro server di invio: i filtri anti-spam al lavoro nei server dei vari provider (Telecom, Fastweb, Google, Outlook.com come anche i nostri) eseguono la scansione delle email in arrivo, controllano il contenuto ma anche l’indirizzo di posta del mittente e il server da cui quella mail è partita.
In questo lavoro assegnano un punteggio con il quale isolano i server spammer ed evitano di consegnare in Inbox quanto più spam possibile.
Oltre a questo elaborano altri dati. Le nostre email possono essere “firmate” attraverso protocolli, quelli standard sono SPF, DKIM e DMARC con i quali il mittente può certificare di essere effettivamente lui e che il server usato per spedire sia autorizzato a farlo.

Molti degli attacchi che anche noi ci troviamo a fronteggiare sono infatti realizzati attraverso malware che rubano le credenziali degli account di posta e spediscono migliaia di mail spam ad insaputa del titolare.

Se hai necessità di una consulenza in questo ambito chiedi pure, non fare come l’albergatore che ha perso l’opportunità di averci come ospiti!

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