L’e-commerce Made in Italy diventa maggiorenne.

L’e-commerce Made in Italy diventa maggiorenne.

Il 3 giugno 1998, Francesco Marchetti, californiano di adozione, dava il LA in Italia a quella che sarebbe diventata una delle attività più naturali e redditizie nel mondo del web: lo shopping online.

Scopriamo dall’intervista pubblicata stamattina su repubblica.it, come l’allora 36enne Francesco, cercando una maniera più semplice di reperire un romanzo in lingua italiana, aspettava con fermento l’apertura online di IBS.it, il primogenito degli e-commerce made in italy e, pochi minuti dopo l’inaugurazione, effettuava la prima transazione online con carta di credito italiana comprando il romanzo”La concessione del telefono” di Andrea Camilleri.

Da lì è iniziata la scalata inesorabile degli store online che da allora, nel nostro paese, si è evoluta fino a raggiungere gli oltre 20 milioni di acquisti online all’anno.

I dati emersi pochi giorni fa durante l’e-commerce forum di Milano presentati da Netcomm e Paypal parlano di un raddoppio degli acquirenti italiani online nell’arco degli ultimi 5 anni passando da 9 a 18 milioni (1 italiano su 3) “un incremento della domanda che dovrebbe far riflettere a fondo le imprese” spiega il Presidente di Netcomm Roberto Liscia, con particolare attenzione per il mondo del mobile dato che “nel primo trimestre di quest’anno la percentuale di acquisti avvenuti da smartphone è stata del 21%” L’incremento è avvenuto in modo omogeneo nel paese, sia nelle grandi città che nei paesi di provincia, ed inoltre l’età non sembra più essere un vincolo, con una crescita delle compere online tra gli over 50.

I settori con maggiore sviluppo sono: l’abbigliamento (+25%), l’informatica ed elettronica di consumo (+22%), l’editoria (+16%) e il turismo (+11%) che, con 8,5 mililiardi di fatturato copre il 44% del commercio online.

A 18 anni dalla nascita dell’e-commerce in Italia l’evoluzione del digital-store contrasta con una lenta digitalizzazione delle imprese.<
Pare infatti che siano solo 40mila le imprese italiane che vendono online, contro le 800mila europee di cui 200mila solo francesi.
Questo ritardo provoca degli effetti che si ripercuotono sulle aziende facendo perdere quote di mercato sugli acquirenti italiani, e sui fatturati da clienti esteri.

La vera maturità non è ancora stata raggiunta, ma E-commerce significa risparmio di tempo, di costi e di energia e guardando a mercati più maturi, il nostro paese ha tutte le carte in regola per crescere ancora.

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